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in tutto il Piemonte la castagna viene consumata il giorno dei morti. Un tempo,
quando tradizione e magia si intrecciavano poeticamente, si lasciava un grande
piatto in cucina perchè le anime dei defunti potessero servirsene. Cibo
consumato anche dalle donne romane durante i riti di Cibele e Cerere(in
sostituzione dei cereali proibiti durante il rito),il castagno deve la sua
diffusione nell'Italia del nord e nell'Europa centrale proprio ai romani mentre
il miglioramento della coltura nel Medioevo lo dobbiamo ai frati benedettini e
camaldolesi che ne fecero una pianta fondamentale per l'economia delle zone alto
collinari e montane. La sua importanza viene meno solo intorno agli anni '50,
anni del grande esodo: coincidente - circostanza davvero singolare - con la
diffusione del cancro corticale
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